Un naso artificiale per riconoscere il cibo in avaria

I computer potranno presto avere a disposizione un altro senso: quello dell'olfatto. Possono vedere attraverso le videocamere, ascoltare attraverso i microfoni e rispondere ai segnali tattili attraverso dei touchscreen. Presto potranno contare anche sull'olfatto grazie a un microchip sviluppato da C2Sense, una startup di Cambridge che si occupa dello sviluppo di sensori per il rilevamento di gas nel settore dell'alimentazione e dell'agricoltura.

Il microchip per l'olfatto di C2Sense

Il naso artificiale di C2Sense

Con questo particolare microchip, C2Sense vuole offrirci la possibilità di riconoscere quando il nostro cibo sta iniziando ad andare a male per evitare di mangiarlo o di conservarlo più del dovuto. Sì, perché un frutto troppo maturo, ad esempio, rilascia un gas chiamato etilene. I frutti esposti all'etilene maturano più in fretta e a loro volta iniziano a rilasciare questo gas creando un effetto a catena che potrebbe rovinare tutta la frutta in poco tempo.

Noi non siamo in grado di sentire l'etilene con il nostro naso, ecco perché una tecnologia del genere potrebbe essere molto d'aiuto. Potrebbe essere utile innanzitutto per i venditori di frutta, i quali potranno individuare immediatamente i prodotti troppo maturi prima di ritrovarsi tutta la frutta "contagiata". Ma questa tecnologia potrebbe rivelarsi utile anche nei ristoranti e nelle case proprio per evitare che un singolo frutto troppo maturo rovini tutti quelli che gli sono vicini.

Il co-fondatore di C2Sense, Jan Schnorr, sostiene che tecnologie simili esistono da anni, ma sono da sempre troppo costose e poco sofisticate nel rilevare l'etilene al di fuori dei laboratori dove possono esserci anche altri gas. C2Sense ha creato sensori poco costosi e molto precisi che riescono a rilevare i gas senza far scattare falsi positivi. In sostanza, il funzionamento di base è molto simile ai rilevatori di fumo per gli allarmi degli incendi. La particolarità di questo microchip, però, è il materiale di cui è composto. Tale materiale reagisce chimicamente una volta a contatto con l'etilene: all'aumentare delle molecole di etilene, cambia la conduttività del materiale e di conseguenza cambia la corrente elettrica.

Il team si Schnorr ha di recente modificato il materiale del microchip per rilevare anche altri gas, come le ammine rilasciate dalla carne o l'ammoniaca. Il modello attuale è in grado di rilevare fino a 4 tipi di gas. E magari in futuro riuscirà ad aumentare ancora di più il catalogo dei gas rilevabili.

Dove ci porterà questa tecnologia?

Il mese scorso la C2Sense ha ricevuto una contributo di 350.000 dollari da Brekout Labs, un fondo filantropico avviato dal co-fondatore di PayPal e un primo investitore di Facebook, Peter Thiel, il quale aiuta gli scienziati a trasformare le loro ricerche in società. Ciò significa che il progetto di C2Sense ha un potenziale interessante e che in futuro potrebbe cambiare il modo in cui compriamo, conserviamo e distribuiamo il cibo.

Infatti, uno dei prossimi obiettivi di C2Sense è quello di produrre sensori wireless a buon mercato che potranno essere installati nelle confezioni degli alimenti e nelle buste per la spesa dei supermercati senza alcun costo aggiuntivo. Potremo quindi eseguire un controllo con lo smartphone per avere un resoconto della freschezza del prodotto prima di acquistarlo. Oltre alle informazioni fornitaci dalle etichette, avremo un'idea più chiara sullo stato del prodotto.

Immagino questa tecnologia installata anche nei frigoriferi di casa: potremo avere a portata di mano i dati sullo stato di freschezza, conservazione e maturazione dei nostri alimenti. Una tecnologia che ben si sposerebbe con l'IoT (Internet of Things). Oppure, magari in un futuro leggermente più lontano, questa tecnologia potrà essere installata nei robot domestici e in quelli per la compagnia. Penso, ad esempio, agli anziani e ai malati assistiti da robot come Romeo e Pepper che potranno controllare anche lo stato delle scorte alimentari in casa e quindi assicurare che in cantina e in frigo ci sia solo del cibo fresco.

C2Sense sembra aver fatto davvero un bel lavoro. Adesso sarà interessante vedere come e se riuscirà a proseguire lo sviluppo di questo microchip, di questo naso artificiale in grado di percepire odori che noi non potremmo mai percepire se non quando il cibo è ormai del tutto avariato. Mangeremo meglio, conserveremo meglio il cibo e probabilmente faremo meglio la spesa.

Fonte: wired.com

Etichette: ,