La NSA prepara armi informatiche per dominare la guerra digitale


Un murales in cui è raffigurata l'acquila (simbolo americano) con numerose parabole e videocamere
Fonte: Flickr
La National Security Agency (NSA) continua prosegue imperterrita verso lo sviluppo di strumenti digitali molto potenti. Nonostante lo scandalo Datagate, l'indignazione di milioni di persone e le continue rivelazioni di Edward Snowden, l'agenzia americana non fa alcun passo indietro. Anzi, ha intenzione di sviluppare armi informatiche in grado di dominare quella che ormai è una vera e propria guerra digitale. Tra chi "spia per garantire la sicurezza", chi sbircia per farsi gli affari degli altri e chi desidera maggiore tutela della privacy la situazione torna a infiammarsi.

Controllo totale
A quanto pare, le operazioni di sorveglianza della NSA costituivano solo il primo passo verso la costruzione di un progetto più grande e ambizioso. Gli ultimi documenti diffusi da Snowden, infatti, mostrano come l'agenzia di sicurezza nazionale americana si stia preparando alle future guerre informatiche. Obiettivo primario dell''NSA sarà il controllo di internet e dei network dei nemici della nazione, come risorse idriche, elettriche, fabbriche, aeroporti e banche.

Pericolo
Ormai sono stati scoperti tantissimi programmi e malware sviluppati dalla NSA che le hanno consentito di spiare in lungo e in largo qualsiasi cosa: accessi, telefonate, sms, connessioni, eccetera. Tutti questi strumenti hanno più volte violato la privacy dei cittadini, ma la NSA si è sempre giustificata sostenendo che le operazioni erano indispensabili per la sicurezza nazionale e per combattere il terrorismo.

Il pericolo era e rimane proprio quello di non poter proteggere i dati sensibili. Come in ogni guerra, potranno esserci delle vittime innocenti. Nelle guerre informatiche le vittime possono subire danni per la diffusione di informazioni personali e per la sicurezza dei propri dispositivi.

Nulla di nuovo, quindi, per quanto riguarda le conseguenze negative di queste operazioni. La novità, piuttosto, risiede nel fatto che la NSA continua a infischiarsene di quanto è accaduto e che fino ad oggi non si è fatto nulla a livello legislativo per limitare questo potere.

Andare avanti
Si continua a parlare di Datagate e delle operazioni di sorveglianza della NSA, e questo è un bene. Ma non basta. È dal giugno 2013 che Snowden rivela le ingiustizie dell'agenzia americana per cui lavorava. Bisogna continuare a condividere queste informazioni affinché tante altre persone si rendano conto di quanto è accaduto e di quanto potrà accadere.

L'Italia non è molto lontana da questa faccenda. Le operazioni dell'NSA sono avvenute soprattutto al di fuori del territorio americano, per questo motivo continuo a sostenere che Datagate riguarda tutti, non solo gli americani. Soprattutto se poi consideriamo che stiamo parlando dell'infrastruttura internet, lo strumento di connessione mondiale per eccellenza.

Purtroppo è così: fin quando non sentiamo il fiato sul collo e gli occhi addosso non ci preoccupiamo. Quando ci accorgeremo personalmente e direttamente del problema, allora inizieremo a preoccuparci. Inizieremo a domandarci se è possibile risolverlo e come risolverlo. E le risposte si potrebbero iniziare a cercare da subito, da questo momento.

Bisogna andare avanti: capire cosa è successo, cosa succederà, se saremo dei facili bersagli, se possiamofare qualcosa già da ora per la nostra sicurezza digitale, quali strumenti possediamo e quali no, quali dovremmo possedere e quali dovremmo evitare. Insomma in questo caso, andare avanti, per me, significa cercare maggiore chiarezza.

Fonte:
infowars

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