La "seconda rivoluzione egiziana"

Mohammed Morsi è stato deposto. L'esercito ha annunciato una temporanea sospensione della Costituzione e verrà presto annunciato un governo tecnico guidato dal presidente della Corte Costituzionale Adly Mansour.

Gli egiziani hanno dimostrato, per la seconda volta, di poter scegliere il proprio destino nel momento in cui le cose cominciano ad andare per il verso sbagliato. Tant'è vero che l'espressione più citata, in queste ultime ore, è proprio quella di "seconda rivoluzione". Vi è però una differenza rispetto a ciò che avvenne al tempo della presidenza di Hosni Mubarak: il popolo aveva eletto democraticamente Morsi. In questo frangente, i militari hanno riacquistato credibilità nei confronti della maggior parte degli egiziani, i quali sono convinti che l'esercito non è interessato a una ripresa del potere. C'è grande entusiasmo e fiducia nel futuro tra le fila del popolo egiziano ma, allo stessto tempo, un'atmosfera di tensione aleggia nel contesto politico.

Ora l'Egitto riparte da zero, da una parte spinto dall'ottimismo, dall'altra frenato da dubbi circa la data delle prossime elezioni presidenziali, la quale non è stata ancora stabilita. Nell'arco temporale di un anno, gli egiziani si sono ripetuti, occupando piazza e strade in massa. Sono l'esempio che il desiderio di un cambiamento può essere esaudito. Certo, l'esercito è stato determinante; ma l'impatto della protesta civile è stato l'innesco indispensabile per una rivoluzione che ha portato a una trasformazione. Ed è un altro segnale che rimbalza da una parte all'altra del mondo: le cose si possono cambiare, ma solo assumendo l'atteggiamento di attivi protagonisti non violenti.

Fonte: http://www.informarexresistere.fr/2013/07/04/golpe-egitto-popolo-esulta-e-la-seconda-rivoluzione-ma-ora-il-paese-riparte-da-zero/

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